Gli scenari climatici

Il Gruppo sviluppa scenari di breve, medio e lungo termine, in ambito energetico, macroeconomico e finanziario al fine di supportare l’attività di pianificazione strategica e industriale, la valutazione degli investimenti e delle operazioni straordinarie.

Le tematiche connesse ai trend futuri delle variabili climatiche (in termini di fenomeni acuti e fenomeni cronici) definiscono il cosiddetto “scenario fisico”, mentre i temi della transizione industriale ed economica verso soluzioni che possano ridurre le concentrazioni di CO2 in atmosfera sono gli elementi caratteristici dello “scenario di transizione”. L’adozione degli scenari descritti e la loro integrazione nei processi aziendali tiene conto delle linee guida della TCFD ed è un fattore abilitante alla valutazione dei rischi e delle opportunità connesse al cambiamento climatico.

Lo scenario climatico fisico

Tra le proiezioni climatiche sviluppate dall’IPCC su scala globale, il Gruppo ne ha selezionate due caratterizzate da uno specifico livello di emissioni (collegato al cosiddetto “Representative Concentration Pathway”):

  • Representative Concentration Pathway 2.6 (RCP 2.6): compatibile con un riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali entro il 2100, ovvero una media di circa 1 °C nel periodo 2081-2100; 
  • Representative Concentration Pathway 8.5 (RCP 8.5): compatibile con uno scenario dove non si attuano particolari misure di contrasto al cambiamento climatico, uno dei cosiddetti “Business as Usual scenario”. In tale scenario si stima un aumento di temperatura globale di circa 3,7 °C rispetto ai livelli preindustriali nel periodo 2081-2100. 

Nelle proiezioni climatiche RCP 8.5 le aree geografiche del Mediterraneo e del Centro/Sud America subiranno un sensibile incremento delle temperature medie e una sensibile riduzione delle precipitazioni; gli effetti diverranno più marcati nella seconda metà del secolo con un trend crescente fino al 2100. Nello scenario RCP 2.6 vi saranno effetti analoghi ma di intensità minore, con un trend in rallentamento nella seconda metà del secolo, generando un notevole differenziale tra i due scenari al 2100.

Lo scenario di transizione

Lo scenario di transizione fa riferimento alla descrizione dell’evoluzione dei settori industriali e di business in un contesto economico, sociale e regolatorio coerente con differenti trend di emissioni di gas serra (GHG) e, quindi, correlato con gli scenari climatici RCP 8.5 e 2.6. In tal senso il Gruppo si è dotato di strumenti quantitativi che, a fronte della definizione delle assunzioni riguardo all’evoluzione del contesto, consentono di elaborare le corrispondenti proiezioni della domanda energetica, di quella elettrica, della produzione di energia elettrica, della penetrazione delle rinnovabili, della diffusione dei veicoli elettrici ecc.; in altri termini, tutte le variabili rilevanti che caratterizzano un sistema energetico nazionale rispetto alle attività del Gruppo. Quindi nella definizione degli scenari di transizione si distinguono:

  • le assunzioni relative al contesto globale macroeconomico ed energetico in termini di prezzo delle commodity, tassi d’interesse, prodotto interno lordo ecc., con riferimento ai benchmark internazionali quali International Energy Agency (IEA), Bloomberg New Energy Finance (BNEF), International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) ecc.
  • le assunzioni sulle policy e sui provvedimenti regolatori locali in merito alle politiche di contrasto al cambiamento climatico, quali la riduzione di emissioni di anidride carbonica, l’efficienza del sistema energetico,  la decarbonizzazione del settore elettrico, la riduzione di consumo di petrolio ecc.

Link di approfondimento: